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Il bianco neutro fa brillare diamanti e platino, il caldo dà corpo all’oro giallo. ET4-S MX li mette nello stesso microproiettore da teca: tre sorgenti a 4000 K e una a 3000 K con ottica ovale.
In una gioielleria la stessa teca contiene materiali che chiedono luci opposte. È il problema più vecchio dell’allestimento di preziosi, e di solito si risolve dividendo le vetrine. ET4-S MX lo affronta dentro il faretto.
Diamanti, brillanti, platino e oro bianco rendono al meglio con un bianco neutro, da 4000 K in su: i riflessi sono netti e la pietra appare limpida. L’oro giallo, l’oro rosa, il corallo e le gemme calde (rubini, granati, ambre) sotto la stessa luce appaiono spenti; chiedono un 3000 K.
La soluzione classica è separare le vetrine per temperatura di colore o alternare faretti caldi e freddi. Funziona finché l’allestimento non cambia: poi l’anello con brillante finisce nella teca calda e la collana in oro giallo in quella fredda.
Quattro sorgenti LED nello stesso corpo, ognuna con la sua lente:
Le quattro sorgenti hanno la stessa alimentazione: il rapporto fra caldo e neutro è fisso e si regola tutto insieme. Il corpo è ricavato dal pieno in alluminio, lavorato a CNC nella nostra officina.
Dove i quattro fasci si sovrappongono, al centro, arriva la somma delle due luci: circa 3750 K, un bianco neutro appena caldo. Allontanandosi dal centro il risultato dipende dalla direzione, perché l’ovale è più largo delle lenti simmetriche in un verso e più stretto nell’altro:
| Angolo dall’asse | Lungo l’ovale | Di traverso |
|---|---|---|
| 0° | 3750 K | 3750 K |
| 10° | 3710 K | 3835 K |
| 20° | 3610 K | 3890 K |
| 30° | 3500 K | 3870 K |
Lungo l’asse lungo dell’ovale la luce scivola verso il caldo; di traverso resta neutra. In pratica l’ovale va orientato lungo la vetrina: i pezzi principali al centro ricevono il neutro, il fondo e i lati lunghi la componente calda.
Una pietra sfaccettata non riflette “la luce”: riflette le sorgenti. Ogni faccetta, da un dato punto di vista, rimanda l’immagine di un punto luminoso. Un faretto a sorgente singola dà un punto; quattro sorgenti a pochi millimetri l’una dall’altra danno quattro immagini, di due tonalità diverse.
Quando chi guarda si muove, i lampi cambiano faccetta più spesso e alternano bianco neutro e caldo. È lo scintillio che il cliente chiama “fuoco”. Per lo stesso motivo serve una sorgente piccola e brillante, non un diffusore: la luce diffusa illumina bene il metallo ma spegne la pietra.
Nelle vetrine di preziosi i livelli sono alti: sul piano espositivo si lavora spesso fra 2000 e 5000 lux, molto più che in sala, perché il gioiello deve emergere anche con la vetrina sotto la luce del negozio. Valori in asse a piena potenza:
| Distanza | Lux in asse | Macchia (FWHM) |
|---|---|---|
| 30 cm | 11.100 lx | Ø 16 cm |
| 50 cm | 4.000 lx | Ø 26 cm |
| 75 cm | 1.780 lx | Ø 39 cm |
| 100 cm | 1.000 lx | Ø 52 cm |
In gioielleria la resa conta soprattutto sui rossi (rubini, corallo, oro rosa) e sull’incarnato del cliente che prova il gioiello allo specchio. Il numero da chiedere non è solo il CRI ma anche l’R9, riferiti all’apparecchio completo: la spiegazione è nella guida su CRI 90 e R9.
| Configurazione | 3 × 4000 K ottica simmetrica + 1 × 3000 K ottica ovale |
| Ottiche | simmetriche 30°, ovale 38 × 18° |
| Apertura dell’apparecchio | 29° |
| Intensità di picco | 1.000 cd |
| Flusso | 325 lm |
| Potenza | 2,6 W |
| Alimentazione | 250 mA |
| Temperatura di colore al centro | ≈ 3750 K |
| Regolazione | un canale, rapporto caldo/neutro fisso |
| Corpo | alluminio dal pieno, finiture oro, nero, grigio |
| File | IES e LDT nel kit di progettazione della pagina prodotto |
Una vetrina di preziosi raramente si fa con un solo apparecchio. Questi sono i prodotti ACSE che lavorano insieme a ET4-S MX:






Che temperatura di colore si usa in gioielleria?
Dipende dai materiali: 4000 K o più per diamanti, platino, oro bianco e argento; 3000 K per oro giallo, oro rosa, corallo e gemme calde. Con vetrine miste la scelta è un compromesso, a meno di avere due temperature di colore nello stesso apparecchio, come in ET4-S MX, dove al centro del fascio arrivano circa 3750 K.
Quanti lux servono in una vetrina di gioielleria?
Sul piano espositivo si lavora spesso fra 2000 e 5000 lux, molto più della sala, perché il gioiello deve emergere rispetto all’ambiente. Conta però anche il contrasto: una vetrina a 3000 lux in un negozio a 1500 lux emerge meno di una a 2000 lux in un negozio a 500.
Si può regolare il rapporto fra caldo e neutro?
No: le quattro sorgenti hanno la stessa alimentazione, quindi il rapporto è fisso e si regola solo l’intensità complessiva. Per un centro più caldo si cambia in produzione la sorgente calda; per progetti specifici possiamo valutarlo.
Perché non un faretto unico a 3500 K?
Un LED a 3500 K dà la stessa tonalità ovunque e un solo punto luminoso. ET4-S MX dà quattro punti di due tonalità, che sulle faccette diventano lampi alternati neutri e caldi, e un’area più calda lungo l’ovale. Sono due effetti diversi: il primo è più uniforme, il secondo più vivo sulle pietre.
Mandaci pianta o misure delle teche e i materiali esposti: ti rispondiamo con apparecchi, puntamenti, lux sul piano e file IES/LDT per il tuo progetto.
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