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Illuminare un quadroCRI 90 e R9 SKILL, la teca che misura la luce
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Come illuminare un quadro

Quadri, sculture e la luce della sala: dove mettere il faretto, che fascio scegliere, quanta luce serve e come togliere i riflessi. Con il calcolatore per la tua parete.

Illuminare un quadro sembra una questione di faretti, ma in realtà si decide prima: dove passa il binario, quanto è luminosa la sala, che cosa deve vedere per primo chi entra. Il faretto viene alla fine. Se la geometria è giusta va bene anche un apparecchio da pochi watt; se è sbagliata, nessun faretto la salva.

In questa pagina ci sono i numeri per farlo bene, con un calcolatore che ti dà distanza dalla parete, fascio e candele per la tua parete. Valgono per un museo, una galleria, uno studio o il salotto di casa. La parte sulla conservazione, cioè dose annua, danno per lumen e UV, è nella guida sulla luce nei musei.

1. Luce generale e luce d'accento: due lavori diversi

In una sala con opere esposte lavorano due luci, con scopi diversi:

L'errore più comune è dare troppa luce generale. L'occhio si adatta alla luminosità media della sala: se la sala è chiara, anche 150 lux sul quadro sembrano pochi e l'opera si spegne. Se la sala è in penombra, gli stessi 150 lux bastano e il quadro emerge. Conta il rapporto fra opera e parete, non il valore assoluto.

Rapporto opera / pareteEffettoDove si usa
1:1Tutto uguale, nessuna gerarchiaUffici, corridoi
3:1L'opera si distingue in modo naturaleQuadrerie, pareti piene, case
5:1L'opera è chiaramente il punto focaleMusei, gallerie
10:1Effetto teatrale, l'opera "galleggia" nel buioOpere singole, pale d'altare, sculture

Oltre 10:1 l'occhio fatica a passare dall'opera alla sala e i dettagli scuri del quadro si perdono. Con le opere sensibili (carta, tessuti) il rapporto si ottiene abbassando la luce generale, non alzando quella sull'opera: 50 lux sono pochi solo se intorno ce ne sono 300.

2. L'angolo: 30 gradi, e il perché

Il faretto si punta sul centro del quadro con un angolo di circa 30 gradi rispetto alla verticale. Non è una convenzione estetica: è geometria. Vernice e vetro si comportano come uno specchio e rimandano l'immagine del faretto con lo stesso angolo con cui la luce arriva. A 30 gradi il riflesso cade sul pavimento davanti all'osservatore; con angoli più piccoli sale fino agli occhi.

Si lavora fra 28 e 35 gradi. Sotto i 25 si vede la sorgente riflessa; sopra i 40 la luce diventa radente, la cornice fa ombra sulla parte alta e la trama della tela emerge.

quadro faretto 30° riflesso: cade a terra d = 0,58 × h h altezza sopra il centro del quadro linea dello sguardo, 1,60 m
Il riflesso del faretto finisce sul pavimento, non negli occhi. La distanza dalla parete è l'altezza h moltiplicata per 0,58.

3. Distanza dalla parete e fascio

d = (Hfaretto − hcentro quadro) × tan 30° = (H − 1,60) × 0,577

Con il centro del quadro a 1,60 m, l'altezza corrente nei musei, la tabella dà distanza dalla parete, distanza di tiro e fascio che serve per coprire in larghezza un quadro largo 1,2 m o 0,6 m:

Altezza farettoDistanza dalla pareteTiroFascio, quadro largo 1,2 mFascio, quadro largo 0,6 m
2,70 m0,64 m1,27 m51°27°
3,00 m0,81 m1,62 m41°21°
3,30 m0,98 m1,96 m34°17°
3,60 m1,15 m2,31 m29°15°
4,00 m1,39 m2,77 m24°12°
4,50 m1,67 m3,35 m20°10°
5,00 m1,96 m3,93 m17°9°

Per questo il binario va posato alla distanza giusta prima di sapere quali quadri arriveranno: se è troppo vicino alla parete, l'angolo è sbagliato per sempre. Sopra i 4,5 m conviene scendere con un binario sospeso: con faretti a soffitto servono fasci molto stretti e ogni cambio di allestimento richiede il trabattello.

Calcolatore: il faretto giusto per il tuo quadro

Calcolo geometrico con puntamento a 30° sul centro del quadro. Le candele richieste si confrontano con la curva fotometrica del faretto (sulla pagina di ogni prodotto ACSE c'è il simulatore).

4. Quanti lux, e quante candele

Il livello sull'opera lo decide la sensibilità dei materiali. Sono i valori di UNI 10829 e CIE 157, quelli che si trovano nei capitolati:

CategoriaMaterialiIlluminamento
Molto sensibiliAcquarelli, disegni, stampe, tessuti, pergamene, fotografie50 lux
SensibiliDipinti a olio e tempera, tavole, legno, avorio, lacche150 lux
Poco sensibiliPietra, metallo, ceramica, vetro, mosaico, gesso300 lux e oltre

Dai lux si passa alle candele, che è il numero da cercare sulla curva fotometrica del faretto. Con puntamento a 30° la luce arriva sulla parete inclinata di 60° rispetto alla perpendicolare, quindi:

I [cd] = E [lux] × T² / cos 60° = 2 × E × T²
Tiroper 50 luxper 150 luxper 300 lux
1,27 m (faretto a 2,70)160 cd480 cd970 cd
1,62 m (faretto a 3,00)260 cd780 cd1.570 cd
1,96 m (faretto a 3,30)390 cd1.160 cd2.310 cd
2,31 m (faretto a 3,60)530 cd1.600 cd3.200 cd
2,77 m (faretto a 4,00)770 cd2.300 cd4.610 cd
3,35 m (faretto a 4,50)1.120 cd3.360 cd6.730 cd

Sono valori piccoli: per un quadro non serve potenza, serve controllo. Un faretto da pochi watt con l'ottica giusta fa i 150 lux di un olio a 2 metri. La differenza la fanno il fascio, la schermatura e la resa del colore. Sulla pagina di ogni prodotto ACSE il simulatore ti dà lux e diametro della macchia alla tua distanza, calcolati dalla fotometria dell'ottica.

5. Uniformità: dove puntare il centro del fascio

Con il faretto in alto, la parte bassa del quadro è più lontana e riceve la luce più inclinata. Con lo stesso fascio pieno, su un quadro alto 1 m visto da 3 m di altezza il bordo basso riceve circa cinque volte meno luce del bordo alto. Rimedi, in ordine:

6. Riflessi: è geometria, non potenza

Abbassare la luce non toglie il riflesso, perché si abbassa anche il quadro. Immagina il vetro come uno specchio e chiediti dove finisce l'immagine del faretto: se finisce all'altezza degli occhi, a uno o due metri dal quadro, il problema c'è; se finisce sul pavimento, non lo vedrà nessuno. Contromisure, in ordine di costo:

  1. alzare l'angolo verso i 35° allontanando un po' il faretto dalla parete;
  2. usare faretti con sorgente ben schermata (snoot, nido d'ape), così si riflette un punto piccolo e non un disco luminoso;
  3. inclinare il quadro in avanti di pochi gradi, come nelle quadrerie storiche;
  4. vetro antiriflesso sull'opera, quando è autorizzato.

7. Sculture e oggetti tridimensionali

Un quadro è una superficie; una scultura è un volume, e un volume si legge con le ombre. Per questo la luce frontale e piatta che va bene su un dipinto su una statua la appiattisce. Lo schema base usa tre luci:

Da evitare la luce sola dallo zenit, che scurisce occhi e volti, e la luce da sotto, che deforma i lineamenti e abbaglia chi guarda. Per gli oggetti in vetrina il problema cambia: luce dentro la teca, riflessi sui vetri e calore. Lo trattano la guida musei e il calcolatore per teche.

8. Pareti piene: faretti o wall washer

Un faretto per ogni quadro quando le opere sono distanziate e ognuna deve emergere. Un wall washer o una fila di faretti larghi quando la parete è piena, come in una quadreria, e serve una luce uniforme dall'alto in basso. Il wall washer su un quadro solo, in mezzo a una parete vuota, illumina più muro che opera e abbassa il contrasto.

9. Colore della luce e resa

Per pittura antica, dorature e incarnati si usa di solito 3000 K: ai livelli bassi di un museo una luce calda appare più naturale e gradevole di una fredda. Per arte contemporanea, bianco e nero e fotografia si sale spesso a 3500-4000 K. Tutti i faretti di una sala devono avere la stessa temperatura di colore e lo stesso bianco: due apparecchi con LED di bin diversi, uno accanto all'altro, fanno un bianco rosato e uno verdognolo. Per questo si chiede una tolleranza entro 3 step MacAdam.

Più della temperatura conta la resa cromatica: CRI almeno 90 e un R9 (il rosso saturo) dichiarato, perché il CRI generale non lo comprende. Con R9 basso i rossi diventano terrosi e gli incarnati grigi. La spiegazione completa è nella pagina CRI 90 e R9.

10. Gli errori che si vedono più spesso

11. Domande frequenti

A che angolo va puntato un faretto su un quadro?

Circa 30 gradi rispetto alla verticale, misurati sul centro del quadro. E' l'angolo che manda il riflesso del faretto verso il pavimento, fuori dagli occhi di chi guarda, senza essere cosi' radente da far ombra con la cornice. Si lavora fra 28 e 35 gradi: sotto i 25 si vede la sorgente riflessa nel vetro o nella vernice, sopra i 40 la cornice comincia a fare ombra.

A che distanza dalla parete va messo il faretto?

E' l'altezza del faretto sopra il centro del quadro moltiplicata per 0,58 (tangente di 30 gradi). Con soffitto a 3 m e centro del quadro a 1,60 m il faretto va a 81 cm dalla parete; con soffitto a 4 m va a 1,39 m. Il calcolatore di questa pagina lo fa per qualunque altezza.

Quanti lux servono su un quadro?

Lo decidono i materiali: 50 lux per carta, acquarelli, disegni, tessuti e fotografie; 150 lux per olio e tempera; 300 lux o piu' per pietra, metallo, ceramica e vetro (UNI 10829, CIE 157). In una casa o in una galleria privata si puo' salire, ma vale lo stesso principio: conta il rapporto fra quadro e parete piu' del valore assoluto.

Che differenza c'e' fra luce generale e luce d'accento?

La luce generale serve a muoversi e a leggere lo spazio; la luce d'accento serve a far vedere l'opera. Se la sala e' gia' luminosa, l'opera non emerge piu' anche con molti lux. Di norma l'opera si tiene da 3 a 5 volte piu' luminosa della parete intorno, fino a 10 volte per un effetto teatrale.

Perche' si vedono i riflessi sul quadro?

Perche' l'occhio di chi guarda sta sulla direzione in cui il vetro o la vernice rimandano l'immagine della sorgente: l'angolo di riflessione e' uguale a quello di incidenza. Faretto troppo basso o troppo vicino alla parete significa riflesso all'altezza degli occhi. Si risolve spostando il faretto, non abbassando la potenza.

Come si illumina una scultura?

Con almeno due luci: una principale, dall'alto e di lato a circa 30-45 gradi, che disegna le forme con le ombre, e una di riempimento dal lato opposto, piu' debole (da un terzo alla meta'), che apre le ombre senza cancellarle. Una sola luce dall'alto in verticale schiaccia i volumi e scurisce i volti.

Nota sulle fonti. Livelli di illuminamento da UNI 10829 e CIE 157:2004. Distanze, fasci, candele e uniformità sono calcoli geometrici con puntamento a 30° sul centro del quadro: servono a impostare il progetto, la verifica si fa in sala con il luxmetro.
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