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Gioielleria e orologeria

Diamanti e oro giallo
nella stessa vetrina

Il bianco neutro fa brillare diamanti e platino, il caldo dà corpo all’oro giallo. ET4-S MX li mette nello stesso microproiettore da teca: tre sorgenti a 4000 K e una a 3000 K con ottica ovale.

3+1sorgenti4000 K + 3000 K
3750Kal centro del fascio
38 × 18°ottica ovale calda

In una gioielleria la stessa teca contiene materiali che chiedono luci opposte. È il problema più vecchio dell’allestimento di preziosi, e di solito si risolve dividendo le vetrine. ET4-S MX lo affronta dentro il faretto.

Il compromesso di ogni vetrina

Diamanti, brillanti, platino e oro bianco rendono al meglio con un bianco neutro, da 4000 K in su: i riflessi sono netti e la pietra appare limpida. L’oro giallo, l’oro rosa, il corallo e le gemme calde (rubini, granati, ambre) sotto la stessa luce appaiono spenti; chiedono un 3000 K.

La soluzione classica è separare le vetrine per temperatura di colore o alternare faretti caldi e freddi. Funziona finché l’allestimento non cambia: poi l’anello con brillante finisce nella teca calda e la collana in oro giallo in quella fredda.

Come è fatto ET4-S MX

Quattro sorgenti LED nello stesso corpo, ognuna con la sua lente:

  • tre sorgenti a 4000 K con ottica simmetrica di circa 30°: danno la base neutra e i riflessi puntiformi;
  • una sorgente a 3000 K con ottica ovale 38 × 18°: la componente calda copre un’area allungata invece di un punto.

Le quattro sorgenti hanno la stessa alimentazione: il rapporto fra caldo e neutro è fisso e si regola tutto insieme. Il corpo è ricavato dal pieno in alluminio, lavorato a CNC nella nostra officina.

Che colore arriva sul piano

Dove i quattro fasci si sovrappongono, al centro, arriva la somma delle due luci: circa 3750 K, un bianco neutro appena caldo. Allontanandosi dal centro il risultato dipende dalla direzione, perché l’ovale è più largo delle lenti simmetriche in un verso e più stretto nell’altro:

Angolo dall’asseLungo l’ovaleDi traverso
0°3750 K3750 K
10°3710 K3835 K
20°3610 K3890 K
30°3500 K3870 K

Lungo l’asse lungo dell’ovale la luce scivola verso il caldo; di traverso resta neutra. In pratica l’ovale va orientato lungo la vetrina: i pezzi principali al centro ricevono il neutro, il fondo e i lati lunghi la componente calda.

Valori calcolati dalle curve fotometriche delle ottiche e dai flussi delle sorgenti. Descrivono il fascio a una distanza di qualche volta la dimensione del faretto: molto vicino, in teca, le quattro macchie si distinguono ancora.

Perché quattro sorgenti fanno brillare di più

Una pietra sfaccettata non riflette “la luce”: riflette le sorgenti. Ogni faccetta, da un dato punto di vista, rimanda l’immagine di un punto luminoso. Un faretto a sorgente singola dà un punto; quattro sorgenti a pochi millimetri l’una dall’altra danno quattro immagini, di due tonalità diverse.

Quando chi guarda si muove, i lampi cambiano faccetta più spesso e alternano bianco neutro e caldo. È lo scintillio che il cliente chiama “fuoco”. Per lo stesso motivo serve una sorgente piccola e brillante, non un diffusore: la luce diffusa illumina bene il metallo ma spegne la pietra.

Quanta luce, a che distanza

Nelle vetrine di preziosi i livelli sono alti: sul piano espositivo si lavora spesso fra 2000 e 5000 lux, molto più che in sala, perché il gioiello deve emergere anche con la vetrina sotto la luce del negozio. Valori in asse a piena potenza:

DistanzaLux in asseMacchia (FWHM)
30 cm11.100 lxØ 16 cm
50 cm4.000 lxØ 26 cm
75 cm1.780 lxØ 39 cm
100 cm1.000 lxØ 52 cm
Con il dimmer i lux scendono in proporzione. Per una teca reale, con vetro, più faretti e luce di sala, ti mandiamo il calcolo completo con i file fotometrici.

Resa cromatica: cosa chiedere

In gioielleria la resa conta soprattutto sui rossi (rubini, corallo, oro rosa) e sull’incarnato del cliente che prova il gioiello allo specchio. Il numero da chiedere non è solo il CRI ma anche l’R9, riferiti all’apparecchio completo: la spiegazione è nella guida su CRI 90 e R9.

Dati tecnici

Configurazione3 × 4000 K ottica simmetrica + 1 × 3000 K ottica ovale
Ottichesimmetriche 30°, ovale 38 × 18°
Apertura dell’apparecchio29°
Intensità di picco1.000 cd
Flusso325 lm
Potenza2,6 W
Alimentazione250 mA
Temperatura di colore al centro≈ 3750 K
Regolazioneun canale, rapporto caldo/neutro fisso
Corpoalluminio dal pieno, finiture oro, nero, grigio
FileIES e LDT nel kit di progettazione della pagina prodotto

La gamma per la gioielleria

Una vetrina di preziosi raramente si fa con un solo apparecchio. Questi sono i prodotti ACSE che lavorano insieme a ET4-S MX:

Domande frequenti

Che temperatura di colore si usa in gioielleria?

Dipende dai materiali: 4000 K o più per diamanti, platino, oro bianco e argento; 3000 K per oro giallo, oro rosa, corallo e gemme calde. Con vetrine miste la scelta è un compromesso, a meno di avere due temperature di colore nello stesso apparecchio, come in ET4-S MX, dove al centro del fascio arrivano circa 3750 K.

Quanti lux servono in una vetrina di gioielleria?

Sul piano espositivo si lavora spesso fra 2000 e 5000 lux, molto più della sala, perché il gioiello deve emergere rispetto all’ambiente. Conta però anche il contrasto: una vetrina a 3000 lux in un negozio a 1500 lux emerge meno di una a 2000 lux in un negozio a 500.

Si può regolare il rapporto fra caldo e neutro?

No: le quattro sorgenti hanno la stessa alimentazione, quindi il rapporto è fisso e si regola solo l’intensità complessiva. Per un centro più caldo si cambia in produzione la sorgente calda; per progetti specifici possiamo valutarlo.

Perché non un faretto unico a 3500 K?

Un LED a 3500 K dà la stessa tonalità ovunque e un solo punto luminoso. ET4-S MX dà quattro punti di due tonalità, che sulle faccette diventano lampi alternati neutri e caldi, e un’area più calda lungo l’ovale. Sono due effetti diversi: il primo è più uniforme, il secondo più vivo sulle pietre.

Progettiamo la luce della tua vetrina

Mandaci pianta o misure delle teche e i materiali esposti: ti rispondiamo con apparecchi, puntamenti, lux sul piano e file IES/LDT per il tuo progetto.

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