Unternehmen Produkte
Museum Innenbeleuchtung Außenbeleuchtung
Lösungen
Museen und VitrinenJuweliere und UhrengeschäfteBüros und SchulenGärten und Außenbereiche
Werkzeuge
Schienen-Konfigurator Vitrinen-Rechner LED-Verkabelung (IT)
Artikel
Ein Gemälde beleuchtenCRI 90 und R9 SKILL, die Vitrine, die das Licht misst
Liste (0) Kundenbereich Kontakte
IT EN FR DE
Kundenbereich Liste 0
DE

Wir verwenden anonyme technische Cookies. Info

Collegare i faretti LED

Serie o parallelo, sezione dei cavi, quale driver e quanti faretti, DALI e PWM. Le regole che servono in cantiere, con i calcolatori e le norme di riferimento.

Diese Seite ist derzeit nur auf Italienisch verfügbar.
Prima di tutto: togliere tensione. Ogni collegamento si fa con il magnetotermico a monte aperto e dopo aver verificato l'assenza di tensione. Sul lato LED dei driver a corrente costante non si collega e non si scollega mai niente con il driver acceso: alla chiusura del circuito il condensatore d'uscita scarica un picco di corrente che può danneggiare i LED. L'impianto deve essere eseguito da un'impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).

1. Prima domanda: corrente costante o tensione costante?

Tutto parte dall'etichetta del faretto. Un LED non si alimenta con una tensione fissa come una lampadina: la sua corrente cresce moltissimo per piccoli aumenti di tensione, quindi qualcuno deve tenerla sotto controllo. Può farlo il driver, oppure un circuito già dentro l'apparecchio.

Corrente costante (CC)Tensione costante (CV)
Sull'etichetta350 mA, 500 mA, 700 mA…12 V, 24 V, 48 V
Chi controlla la correnteil driverl'elettronica dentro l'apparecchio o la striscia
Collegamentoin seriein parallelo
Prodotti tipicifaretti, incassi, proiettori di potenzastrisce LED, profili, sistemi a binario 48 V
Se sbagliun faretto in mA attaccato a un alimentatore a tensione si brucia; un apparecchio a 24 V su un driver in mA lavora fuori specifica o non si accende

Prima di collegare, quindi, guardate cosa c'è scritto sul faretto e cosa sul driver: mA con mA, V con V, e il valore deve essere lo stesso.

2. La serie: faretti a corrente costante

In serie la stessa corrente attraversa tutti i faretti, uno dopo l'altro. Il driver fissa la corrente, per esempio 350 mA, e la sua tensione d'uscita sale fino alla somma delle tensioni dei faretti.

DRIVER350 mA corrente costante +− + −+ −+ − 8,6 V8,6 V8,6 V totale 25,8 V · 350 mA · ≈ 9 W
Il + del driver va al + del primo faretto, il − del primo al + del secondo, e così via; il − dell'ultimo torna al − del driver. Valori di esempio.

Come si fa

  1. Controllate che tutti i faretti della catena abbiano la stessa corrente nominale, quella del driver.
  2. Sommate le tensioni dei faretti (sulla scheda tecnica: «tensione diretta», Vf). Se c'è solo la potenza, la tensione è circa W ÷ A: un faretto da 3 W a 350 mA lavora intorno a 3 ÷ 0,35 = 8,6 V.
  3. La somma, più la piccola caduta sui cavi, deve stare dentro la finestra di tensione d'uscita del driver, per esempio «9-42 V». Sotto il minimo il driver non regola bene o non parte; sopra il massimo i faretti non si accendono o lampeggiano.
  4. Collegate rispettando la polarità, come nello schema. La serie è un anello unico: dal driver si parte con il + e si torna con il −.
Cosa sapere della serie. Se un faretto si interrompe, si spegne tutta la catena: è normale e aiuta anche a trovare il guasto. Con catene lunghe la tensione d'uscita supera i 50-60 V: controllate sulla targa del driver che l'uscita sia SELV per tutta la sua finestra di tensione. Se non lo è, i cavi lato LED vanno trattati come parti attive non SELV.

Calcolatore: quanti faretti in serie su un driver

Calcolo semplificato: la tensione reale di un faretto cambia un po' con la temperatura e da lotto a lotto, quindi non lavorate a filo dei limiti del driver. La caduta sui cavi lato LED si aggiunge alla tensione dei faretti (vedi il calcolatore dei cavi).

3. Il parallelo: apparecchi a tensione costante

In parallelo ogni apparecchio è collegato direttamente al + e al − dell'alimentatore e riceve la stessa tensione, per esempio 24 V. Le correnti si sommano: è l'alimentatore che deve reggere la somma.

ALIMENTATORE24 V tensione costante +− 10 W10 W10 W 30 W ÷ 24 V = 1,25 A · alimentatore ≥ 30 ÷ 0,8 ≈ 38 W
Tutti i + insieme, tutti i − insieme. Valori di esempio.

Come si fa

  1. Controllate che tensione dell'alimentatore e tensione degli apparecchi siano uguali.
  2. Sommate le potenze: corrente totale = W totali ÷ V.
  3. Scegliete un alimentatore che lavori al massimo all'80% circa della sua potenza nominale. È una regola pratica: lascia margine per le tolleranze, scalda meno e il driver dura di più.
  4. Distribuite i collegamenti: meglio una linea a stella o una dorsale di sezione adeguata che tanti apparecchi in cascata su un filo sottile. Le strisce LED lunghe vanno alimentate da entrambi i capi o con più punti di alimentazione, come indica il costruttore.
Mai in parallelo i faretti a corrente costante. Due faretti in parallelo su un driver da 700 mA non prendono 350 mA ciascuno: il faretto con la tensione diretta più bassa prende più corrente, scalda di più, la sua tensione scende ancora e prende ancora più corrente. Si collega in serie, oppure si usa un driver con più canali indipendenti.

Calcolatore: alimentatore per apparecchi in parallelo

Per scegliere davvero il modello guardate anche la corrente di spunto e il numero massimo di alimentatori per magnetotermico indicato dal costruttore (paragrafo 5).

4. Sezione dei cavi e caduta di tensione

Il cavo va scelto per due motivi diversi: deve portare la corrente senza scaldare (portata, tabelle CEI-UNEL) e deve far arrivare la tensione giusta agli apparecchi (caduta di tensione). Sui circuiti LED, con correnti piccole, quasi sempre comanda la caduta di tensione, soprattutto in bassa tensione.

ΔV = 2 × L × I × ρ ÷ S
L = lunghezza della linea, solo andata (m) · I = corrente (A) · S = sezione (mm²)
ρ ≈ 0,018 Ω·mm²/m (rame) · il 2 conta andata e ritorno

La formula è quella della corrente continua e vale anche per le linee monofase a 230 V con carichi LED (fattore di potenza vicino a 1). Esempio: 20 m di cavo da 1,5 mm² con 2 A fanno 2 × 20 × 2 × 0,018 ÷ 1,5 = 0,96 V. Su 230 V è lo 0,4%, su 24 V è il 4%: lo stesso cavo che a 230 V non pone problemi, a 24 V è già al limite.

DoveCaduta di tensionePerché
Linea 230 V, dall'origine dell'impianto agli apparecchi≤ 4%raccomandazione CEI 64-8, art. 525, in assenza di altre esigenze
Linee a 12 / 24 / 48 V a tensione costante≤ 3% consigliatooltre si vede la differenza di luce fra il primo e l'ultimo apparecchio; verificare il valore indicato dal costruttore
Lato LED dei driver a corrente costantedentro la finestra del driverla corrente non cambia: la caduta sul cavo si somma alla tensione dei faretti

Sezioni minime negli impianti fissi secondo la CEI 64-8: 1,5 mm² in rame per i circuiti di potenza, 0,5 mm² per i circuiti di segnalazione e comando. All'aperto valgono anche le prescrizioni della sezione 714 (impianti di illuminazione situati all'esterno).

Calcolatore: caduta di tensione e sezione del cavo

Calcolo semplificato con carico tutto in fondo alla linea (caso peggiore) e rame a temperatura ambiente. Non sostituisce la verifica della portata del cavo, della protezione e della posa secondo CEI 64-8.

5. Come si sceglie il driver

Driver a corrente costante

Alimentatore a tensione costante

Per tutti e due

6. I sistemi di regolazione

SistemaCome funzionaFili in piùNote per l'installatore
Taglio di fase (TRIAC)il dimmer taglia la sinusoide della 230 Vnessunosolo driver dichiarati compatibili; taglio di fase in salita (leading) o in discesa (trailing) come indica il costruttore; possibile ronzio o sfarfallio al minimo
Pulsante (push)pressione breve accende e spegne, pressione lunga regola1pulsante normalmente aperto sulla 230 V; con più driver sullo stesso pulsante possono perdere il sincronismo
1-10 Vsegnale analogico, 1 V minimo, 10 V massimo2 (polarizzati)non indirizzabile, uno stesso livello per tutta la linea; lo spegnimento si fa con un relè sulla 230 V
DALIbus digitale, IEC 623862 (senza polarità)ogni driver ha un indirizzo, con gruppi e scene; vedi sotto
PWMla tensione viene accesa e spenta molto velocementedipendesul lato a tensione costante o come segnale di comando; vedi sotto

7. DALI: collegamento e programmazione

Collegamento

Programmazione, passo per passo

  1. Prova in broadcast. Prima di indirizzare, un comando a tutti (broadcast) dal controller verifica che ogni apparecchio risponda e regoli. Un apparecchio che non regola ha di solito il bus scollegato o invertito con la 230 V.
  2. Indirizzamento. Dal software del controller o del gateway si lancia la ricerca: il sistema assegna a ogni driver un indirizzo da 0 a 63 con una procedura casuale. Poi si identifica ogni indirizzo facendolo lampeggiare e si annota dove si trova sulla pianta.
  3. Gruppi. Si assegnano gli indirizzi ai gruppi, per esempio sala 1, vetrine, corridoio. Un driver può stare in più gruppi.
  4. Scene e parametri. Si memorizzano le scene (livello di ogni gruppo), il tempo di dissolvenza, il livello di accensione e quello dopo un'interruzione di rete.
  5. Documentazione. Si salva il progetto del software e si consegna l'elenco indirizzi, gruppi e scene: senza, sostituire un driver diventa una caccia al tesoro.
Il livello DALI non è la percentuale di luce. La curva standard è logaritmica: livello 254 = 100%, livello 1 = 0,1%, e a metà scala (livello 127) la luce è circa il 3%. È fatta così perché l'occhio percepisce la luce in modo logaritmico. Per i LED si usano driver «DT6»; per il bianco variabile (tunable white) driver «DT8». Il marchio DALI-2 garantisce che i prodotti sono stati provati per l'interoperabilità.

Calcolatore: linea DALI

Verifica semplificata secondo i limiti IEC 62386-101: massimo 64 dispositivi, 250 mA e 2 V di caduta. Per sensori e pulsanti DALI controllate anche la corrente che assorbono dal bus.

8. PWM: come si collegano i driver

Con il PWM la luce si regola accendendo e spegnendo il LED centinaia o migliaia di volte al secondo: più a lungo resta acceso, più luce dà. Nella pratica ci sono due casi diversi.

Caso A: dimmer PWM su un sistema a tensione costante

Il dimmer o centralina PWM si mette fra l'alimentatore a 12/24 V e gli apparecchi o le strisce. Nella maggior parte dei prodotti il + è comune e il dimmer commuta il − di ogni canale (per esempio R, G, B, W).

  1. Alimentatore → ingresso del dimmer (V+ e V−).
  2. Uscita del dimmer → apparecchi: + comune a tutti, − di ogni canale al suo morsetto.
  3. Controllate la corrente massima per canale e quella totale del dimmer. Per linee più lunghe o carichi più grandi si usano ripetitori o amplificatori PWM.
  4. Il cavo fra dimmer e apparecchi va dimensionato con il calcolatore dei cavi, come una normale linea a tensione costante.

Caso B: driver a corrente costante con ingresso PWM

Alcuni driver a corrente costante hanno un ingresso di regolazione che accetta un segnale PWM. Qui il PWM è solo un segnale di comando su due morsetti dedicati (di solito DIM+ e DIM−): l'uscita verso i faretti resta in serie, come al paragrafo 2. Livello del segnale (per esempio 0-10 V PWM o 5 V), frequenza ammessa e polarità sono sul foglio istruzioni del driver: non confondete questi morsetti con quelli dell'1-10 V, anche se a volte sono gli stessi.

Frequenza e sfarfallio. Più alta è la frequenza del PWM, meno si vede lo sfarfallio, anche nelle riprese con il telefono. La raccomandazione IEEE 1789 indica la modulazione accettabile in funzione della frequenza; in pratica, per ambienti dove si lavora, si fotografa o si riprende, scegliete dimmer e driver che lavorano a qualche kHz o oltre.

9. Norme di riferimento

NormaDi cosa parla
CEI 64-8Impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione: protezioni, sezioni minime, caduta di tensione (art. 525). Parte 7, sezione 714: impianti di illuminazione situati all'esterno.
DM 37/2008Installazione degli impianti negli edifici: impresa abilitata e dichiarazione di conformità.
CEI EN 60598-1 e parti 2Sicurezza degli apparecchi di illuminazione: classi di isolamento, grado IP, marcature.
CEI EN 61347-1 e 61347-2-13Sicurezza delle unità di alimentazione, cioè i driver per moduli LED.
CEI EN 62384Prestazioni dei driver elettronici per moduli LED.
IEC 62386 (CEI EN 62386)DALI: bus, comandi, dispositivi DT6 e DT8.
CEI EN 62471Sicurezza fotobiologica delle sorgenti: gruppi di rischio RG0-RG3.
CEI EN IEC 55015 e CEI EN 61547Compatibilità elettromagnetica degli apparecchi di illuminazione: emissioni e immunità.
Regolamento UE 2019/2020Progettazione ecocompatibile delle sorgenti luminose e delle unità di alimentazione separate: efficienza, sfarfallio (Allegato II), sostituibilità di sorgente e driver con attrezzi comuni salvo giustificazione tecnica (art. 4).
IEEE 1789Raccomandazione sul rischio legato alla modulazione della luce (sfarfallio) in funzione della frequenza.

Questa pagina è un aiuto pratico e semplificato. Il progetto e la verifica dell'impianto restano in capo al progettista e all'installatore, secondo le norme e le istruzioni dei costruttori di apparecchi e driver.

10. Domande frequenti

I faretti LED vanno collegati in serie o in parallelo?

Dipende dall'alimentatore indicato sull'etichetta. Se c'è scritta una corrente (350 mA, 500 mA, 700 mA) il faretto va alimentato a corrente costante e i faretti si collegano in serie. Se c'è scritta una tensione (12 V, 24 V, 48 V) va alimentato a tensione costante e si collegano in parallelo.

Quanti faretti posso mettere su un driver a corrente costante?

La somma delle tensioni dei faretti deve stare dentro la finestra di tensione d'uscita del driver, per esempio 9-42 V, e la potenza totale sotto quella nominale. Con faretti da 3 W a 350 mA (circa 8,6 V ciascuno) un driver 9-42 V ne alimenta da 2 a 4.

Si possono collegare in parallelo faretti a corrente costante?

No. La corrente non si divide in modo uguale: il faretto con la tensione diretta più bassa prende più corrente degli altri, scalda e invecchia prima. Con i driver a corrente costante si collega solo in serie, oppure si usa un driver multicanale con un canale per ogni faretto.

Che caduta di tensione è ammessa sui cavi?

La CEI 64-8 (art. 525) raccomanda di non superare il 4% della tensione nominale fra l'origine dell'impianto e gli apparecchi, salvo altre esigenze. Sulle linee a 12 o 24 V conviene stare sotto il 3%: oltre si vede la differenza di luce fra il primo e l'ultimo apparecchio.

Quanti dispositivi si collegano su una linea DALI?

Fino a 64 dispositivi di controllo (driver) con indirizzo singolo, raggruppabili in 16 gruppi e 16 scene. Il bus va alimentato da un alimentatore DALI (al massimo 250 mA) e la caduta di tensione sui due fili non deve superare 2 V.

I fili DALI possono stare nello stesso cavo della 230 V?

Sì: la norma IEC 62386 considera il bus DALI con isolamento principale e non SELV, quindi si può usare un cavo a 5 conduttori (L, N, PE, DA, DA). Per lo stesso motivo i morsetti DALI vanno trattati come parti in tensione.

Vai ai faretti Chiedi lo schema per il tuo impianto